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Dal Musà©e d’Orsay. IMPRESSIONISTI Tàªte à  tàªte

15 ottobre 2015 @ 9:30 - 21 febbraio 2016 @ 19:30

Edouard_Manet_-_The_Balcony

Nell’ambito del consolidato rapporto tra il Musà©e d’Orsay e il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini – viene ospitata a Roma, dal 15 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016, la mostra Dal Musà©e d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tàªte à  tàªte.

L’esposizione propone attraverso oltre sessanta opere, un ritratto della società  parigina della seconda metà  dell’Ottocento, attraversata dai grandi mutamenti artistici, culturali e sociali di cui gli impressionisti furono esponenti e testimoni.

Il fulcro della ricerca artistica diviene la rappresentazione della vita moderna. Scompare la pittura “storica”, “mitologica”, “religiosa” o “allegorica” e i quadri si popolano di immagini cariche di contemporaneità .

La mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero dei Beni e delle Attività  Culturali e del Turismo, della Regione Lazio, di Roma Capitale e dell’Ambasciata di Francia in Italia, è curata da Guy Cogeval, presidente dei Musà©es d’Orsay et de l’Orangerie con la curatela scientifica di Xavier Rey, direttore delle collezioni e conservatore del dipartimento di pittura del Musà©e d’Orsay e di Ophà©lie Ferlier, conservatore del dipartimento di sculture del Musà©e d’Orsay.

La rassegna è organizzata da Comunicare Organizzando con il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.

Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Frà©dà©ric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cà©zanne, Berthe Morisot, Auguste Rodin: questi, tra i tanti, gli artisti in mostra al Complesso del Vittoriano, in una rassegna di oltre sessanta opere, tra dipinti e sculture.

Attraverso i volti, gli abiti, le posture e gli accessori dei personaggi ritratti e ancora attraverso i luoghi e le ambientazioni in cui essi sono inseriti, Dal Musà©e d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tàªte à  tàªte offre la possibilità  di ricostruire l’ambiente culturale, i contesti sociali e gli stimoli artistici in cui operarono gli impressionisti e, soprattutto, di cogliere quella “rivoluzione dello sguardo” e quel rinnovamento stilistico di cui il movimento impressionista fu portavoce.

Come afferma Zola nel 1868, sono pittori che amano il loro tempo…cercano prima di tutto di penetrare figure prese dalla vita e le hanno dipinte con tutto l’amore che provano per i soggetti moderni.

 Capolavori in mostra

Il percorso della mostra si snoda facendo rivivere lo spirito di un’epoca, offrendo, da una precisa angolazione, un affresco della società  francese negli anni del sorgere e dell’affermarsi del movimento impressionista. Artisti e letterati, famigliari ed amici, politici e uomini di affari, signore della borghesia, bambini e adolescenti, evocano mirabilmente episodi di un’esistenza che si svolge fra città  e campagna, interni domestici e gite sul fiume. Le opere scelte per la mostra, alcune diventate vere e proprie icone dell’impressionismo, mettono in luce gli aspetti innovativi del movimento artistico ed evidenziano, allo stesso tempo, le connotazioni delle singole personalità . Tra i capolavori esposti Il Balcone (1890) di Manet, icona della borghesia parigina di fine Ottocento. Stà©phane Mallarmà© (1876) ritratto in un atteggiamento rilassato, capace di raccontare l’intimità  tra due amici che si incontrano ogni giorno per discutere di pittura, letteratura, ma anche di gatti e perfino di moda femminile e la bellissima Angelina (1865).

Jentaud, Linet et Lainà© (1871) in cui Degas si sofferma sui visi pensosi dei tre giovani industriali parigini che emergono dalla tavolozza scura illuminata dai bianchi della tovaglia, dei polsini, del giornale; dello stesso artista, il ritratto del nonno Hilaire de Gas (1857).

Bazille dipinge Il ritratto di Renoir (1867), con i piedi su una sedia, facendone il modello della sfrontatezza giovanile. Di Renoir tra i tanti, splendida L’altalena(1876) dove la luce inizia a diventare la protagonista delle opere. Di Cà©zanne è da segnalare Donna con caffettiera (1890-1895), l’Autoritratto (1875) e Il giocatore di Carte (1890-1892).

Rodin con Victor Hugo (1897) ci racconta come l’impressionismo riesca a penetrare anche l’immobilità  della scultura.

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Dettagli

Inizio:
15 ottobre 2015 @ 9:30
End:
febbraio 21 @ 19:30
Evento Category:

Luogo

Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in carcere, snc
Roma, Italia
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